
Sempre un grandissimo ringraziamento al NON STUDIO per le foto e ad Alessandro per la compagnia e la bellissima serata



Finiti i giorni dei Tarnation, durati non molto nella seconda metà dei ’90, Paula Frazer ha faticato a ritagliarsi uno spazio a suo nome tra le “giovani” cantautrici americane. Sempre che quella fosse tra le sue aspirazioni. A sentirla cantare, canzone dopo canzone, l’impressione è che lo faccia davvero soltanto per sé, per liberarsi delle tristezze e magari afferrare un barlume di serenità. Sembra nata per cantare, non per essere una star, e la differenza sta tutta lì. Si dice spesso alt.country, al suo riguardo, ma più propriamente è un western accorato e crepuscolare quello che le scivola tra le dita, immalinconito dalle pene d’amore e da un Dio ingeneroso. La sua musica non sarà forse cambiata di una nota, in tutti questi anni, ma noi continuiamo ad adorarla, a guardarla con ammirazione e insomma a volerla sposare: perché non è mai banale, anche quando si concede la retorica di un consiglio come “làsciati indietro le cose tristi”. È candida e autentica, e faremmo qualsiasi cosa, per Paula. A cominciare dal consigliare, noi a voi, di ascoltare questo disco, pieno di sonagli e di organi e di trombe, e tutti gli altri che contengono la sua voce, la sua grazia, la sua forza d’animo.

Alle 17.30 al Ridotto del Teatro ci aspetta Pino Cacucci per il concerto-reading-happenign chiamatelo come volete... "NAHUI"...sinceramente non vedo l'ora...
poi ci si ritrova naturalmente al Joe's per un altro aperitivo...
cosa volete di più?? mi sa che vi stiamo abituando troppo bene...
a dopo
Atenzione attenzione inizia una quattrogiorni mica da ridere!
Oggi ho salutato il gruppo di persone che mi ha seguito in questo stupendo viaggio persiano e siamo rimasti in tre. In mattinata ho conosciuto un aspetto nuovo della caotica Teheran. Ci siamo incamminate per le srade scoprendo che ogni strada o ogni suo settore e' dedicato a negozi con identici articoli, prima la strada co tutte le cartoline d'auguri, poi la cancelleria, quindi le borse di plastica, poi negozi di moda, quindi i negozi di scarpe dove si aggiravano solo donne infatti abbiamo subito scoperto che erano soltanto negozi di scarpe femminili mentre piu' avani c'erano quelle maschile e gli articoli sportivi. Dovevamo avere l'aereo per Tabriz alle 14.50, purtroppo per vari contrattempi siamo stati pronti per partire soltanto alle 12.45, alla mattina presto ci vorrebbero trenta minuti per raggiungere l'aeroporto Mehrabat ma a quest'ora non c'e' tempo. Prima impresa e' stata fermare un taxi, invece di uno regolare con banda arancione su sfondo bianco ne abbiamo fermato uno abusivo, spaventato dal traffico ho concordato 40000 rial per la corsa e soprattutto gli ho detto che rischiavamop di perdere l'aereo quindi sono salito nel posto di fianco all/autista. Immaginatevi di sedervi davanti ad un videogame e mentre il taxista guida davanti a voi appariranno gli imprevisti piu' assurdi e i persopnaggi piu a sorpresa. Alcuni momenti clou di questa folle corsa: un'incrocio in cui da una parte sopraggiungevano 9 motorini e subito dall'altra parte ne arrivavavno 15 .... evitati tutti, come? Non lo sapro' mai!!! Ha preso i vicoli piu' incredibili per poi buttarsi a capofitto quasi senza guardare nelle strade piu' trafficate, ora non ho piu' paura in auto!!!! Unico errore ha seguito un'altro autista apparentemente esperto che pero ha imboccato una strda chiusa, quindi 50 metri in retro per tornare sulla retta via .... stessa retromarci utilizzata poi alla "Miami Vice" in una strada ufficialmente a 5 carreggiate con invece 7 diverse colonne!!! Dopo tutte queste incredibili manovre, alle 14.311 con ogni speranza gettata abbiamo parcheggiato a 200 metri dall'entrata dell'aeroporto, superato velocemente un mega controllo con metal detector all'entrata dell'aeroporto e alle 14.37 ero al check/-in: imbarchiamo e facciamo clamorosamente l'insperata boarding card con il consiglio dell'impiegato di andare "as soon as possible"!!! Alle 14.47 ci imbarchiamo come ultimi passeggeri sul Teheran - Tabriz, roba da non crdere e da restare assolutamente senza fiato.Adesso siamo in una citta' apparentemente piu' tranquilla!!!A presto!!!
Ieri sono stato nella citta' santa di Qom, dove parti' la rivoluzione islamica, le donne devono vestire in chador e gli uomini in maniche lunghe, siamo arrivati fino al cortile del santuario, poi ci ha accolti un importante mullah: tante belle parole di fratellanza e uguaglianza tra le religioni, sorrisi e strette di mano ... ma alla fine ci ha regalato alcuni testi sull'islam e l'occidente e leggendo qualche riga mi e' all'improvviso decaduto tutto quello che avevo appena ascoltato.A Teheran ci sono alcuni musei interessantissimi, molto importante quello archeologico e semplicemente stupendo quello dei tappeti ma su tutti si erge quello dei gioielli, situato nel caveau della Banca principale!! Si puo' entrare pochi giorni alla settimana e solo dalle 14 alle 16 ma e' uno spettacolo unico al mondo.Diademi, serpenti di diamanti, spilloni giganti di zaffiri, addirittura un mappando fatto con gli smeraldi, un trono pieno di zaffiri, rubini, ecc. e poi scatole pieni di zaffiri, di rubini, di diamanti anche grandi come noci . meta' appartenute alle vecchie dinastie kagiare e meta' allo Scia e alla moglie Farah Diba ... il che ci ha fatto dire a tutti : "ecco perche' hanno fatto la rivoluzione"!! Uno sfarzo quasi disgustoso!!!!Il traffico di Teheran e' pazzesco, per attraversare la strada si slalomeggia tra taxi, pullman e motorini con 3 e a volte 4 passeggeri. Ieri sera non ho capito niente ma la televisione ha parlato per un quarto d'ora del servizio di RAInews su Falluja.Domani mattina saluto il gruppo e che rientra in Italia mentre in tre raggiungeremo Tabrz, vicino al confine azero, sperando nella clemenza del tempo.Ciao Marco

Oggi ci siamo fermati anche ad Abyaneh, un paesino protetto dall'Unesco, con le sue caratteristiche case in pietra rossa, abitato da Zoroastriani le cui donne velate, vestono pero' coloratissimi vestiti con decorazioni floreali. A tal proposito mi torna anche in mente un personaggio conosciuto sull'immensa Imam Square di Esfahan, anch'egli zoroastriano che si era lanciato in dure sternazioni contro la religione e contro il governo islamico, lasciandoci un po' intimoriti, anche perche' osservato a distanza da due persone barbute.Oggi mentre camminavo solitario sono stato attratto da un classico odorino di pane fresco e mi sono avvicinato ad una casa dove due donne stavano cocendo il pane, subito mi hanno chiamato per regalarmene uno con origano e semi di sesano, veramente buonissimo e ancor di piu' considerando che mi e' stato offerto con grandi sorrisi e che non e' la prima volta che succede. Succede spesso anche da noi, vero?Un'altra considerazione importante da fare su questo viaggio e' che sicuramente l'Iran va considerato come un paese occidentale, in quanto a sviluppo, pulizia delle strade, tipo di vita ... forse lo assocerei alle zone del Sud Europa, purtroppo con un regime duro e teocratico.Diverse persone che ho incontrato mi hanno parlato del pericolo di un attacco americano come di una cosa che sicuramente non succedera' perche' loro sentono che il paese sta cambiando piano piano, diventando sempre piu' democratico e con tantissimi interessi con i grandi paesi dell'Europa ... anch'io che prima ero moto pessimista adesso che sono stato qui faccio fatica a credere all'ipotesi di una guerra e ovviamente spero caldamente di non essere smentito dai fatti!!Nei prossimi giorni visitero' la citta' santa di Qom, Teheran e poi mi spostero' a Tabriz per concludere questo mio stupendo e interessantissimo viaggio persiano, con la speranza di avere ancora cose da scrivervi e di trovare lettori. Non immaginate nemmeno quanto mi ha fatto piacere essere stato definito un "grande amico del Joe's"!!!Ciao Marcp

Premetto che mi trovo in una modernissima sala da the con coppiette e bellissime ragazze, il cui velo copre parte della chioma ma non il trucco che spesso rende gli occhi ancora piu' attraenti. Sono nella meravigliosa Esfahan da due giorni. Comincero' raccontandovi una vera e propria stranezza per questo viaggio: oggi sono stato a Messa! Si, avete capito proprio bene: a Messa!! Nel quartiere di Jolfa vive una grande quantita' armena discendente dai pochi sfuggiti al grande genocidio compiuto nel 1915 in Turchia (e tuttora non ammesso!!). Simbolo di questa comunita' e' la magnifica cattedrale di vank che come tutte le chiese ortodosse presenta la peculiarità di essere completamente ricoperta al suo interno di meravigliosi affreschi. La cattedrale e' ormai praticamente come un museo ma seguendo un patriarca ci siamo diretti ad una vicina chiesetta dove abbiamo potutto assistere alla funzione religiosa della domenica. Esfahan merita pienamente l'appellativo di "Firenze della Persia": strabiliante la sua immensa Imam Square, da cui spiccano le meravilgose cupole blu turchese delle vicine moschee, tra le aiuole mi accorgo delle scritte che appaiono sui blocchi di cemento che le delimitano: "Down with Israel , Down with the U.S.A.": non mancano anche sulle strade poster contro i due grandi nemici di questo governo. Tutta un'altra cosa e' comunque il popolo sempre disponibile a due chiacchiere e a iinvitare l'ospite occidentale nelle sue case. Nei bazar sempre i venditori di spezie, pistacchi, yogurt secco, fichi, datteri, ecc. offrono qualcosa da assaggiare al viaggiatore curioso. Sono sicuro che uno o due viaggiatori solitari in terra persiana vivrebbero una grande esperienza di ospitalita'! Uno dei clou della giornata e' stata la visita ai famosi minareti oscillanti, era previsto che l'oscillazione sarebbe stata provocata alle tre in punto del pomeriggio: oltre a noiera presente una scolaresca femminile, quando e' salito l'addetto sono cominciati i cori da stadio delle ragazze. Alle tre in punto l'uomo dall'interno ha cominciato a tirare con forza uno dei due minareti provocando notevoli oscillazioni in questo e nell'altro bel minareto, il tutto tra gli applausi, i fischi e i canti delle ragazze semplicemente scatenate. Nel pomeriggio ho finalmente assaggiato anche i "gas", specialita' del luogo: specie di torroncini con pistacchi. Bellissima la visita alla gigantesca Moschea del Venerdi': alcuni ettari di terreno occupati da questa meraviglia in cui si riconoscono tantissimi stili di costruzione differenti, spicca una sala dalle tante cupole ognuna di forma e stile differente. Al suo interno un interessante incontro con un gruppo di 9 archeologi napoletani (ricercatori e studenti) che fanno parte di una missione precedentemente iniziata nel 72 e abbandonata nel '79, e finalmente ricominciata nel 2002: il misto di ospitalita' napoletano e iraniano ha dato vita ad un incontro veramente speciale. Bellissimi i ponti coperti, al cui interno si celano spesso anche sale da the e affascinante passeggiare alla sera tra giochi di luce e d'acqua che sempre caratterizzano i giardini persiani. Negli immensi bazar di questa citta' si trova veramente di tutto: miniature fatte su ossa di cammello, teiere e piatti di rame incisi a mano, tappeti il cui lavoro e' durato intere annate, spezie vendute in occidente a prezzi esagerati ... pero' ci vuole sempre una gran pazienza e voglia di trattare. Non mancano incontri con persone dedite in modo corretto alla religione, che ci chiedono di come e' vissuta la cristianita' in Italia. Scusate i discorsi spezzettati, ma ho qualche linea di febbre dovuta alla stanchezza e mi manca tanto una bella birretta al Joe's!!!!



"La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo". Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty InternationalPagina libera dell'arci Joes di Fidenza Qui si parla di quello che succede dentro e intorno al Joe's.
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