
A questo appuntamento non si deve assolutamente mancare istruzioni e come arrivare su :
http://www.wainer.com/balorda/
CI VEDIAMO DOMANI!!!!!!!!!

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Ma intorno a lui i cori scandiscono: «Duce, duce, Fini Boia, Faccetta nera». Slogan difficili da mimetizzare dietro giri di parole e camuffamenti verbali.
Quello riportato qui sotto è il famoso discorso finale de"Il grande dittatore" dove un magnifico Charlie Chaplin interpreta le due parti del barbiere ebreo e di Adenoid Hynkel(parodia di Adolf Hitler)...La cosa fantastica è che il film è stato proiettato per la prima volta il 15 ottobre del 1940.
L'aggressione è un atto di violenza, che può essere fine a se stesso oppure strumentale al raggiungimento di uno scopo preciso, come nel caso dello scippo o della rapina.
Gli studi di analisi del fenomeno ne hanno messo in luce la parziale prevedibilità ed alcune circostanze facilitanti che, se note, possono essere evitate.
Quindi... "è meglio giocare d'anticipo!"
Alcuni suggerimenti possono esservi d'aiuto.
In generale: [d]

Passandole accanto, il Coniglio aveva estratto dal taschino del panciotto un orologio e aveva consultato l'ora. Poi aveva brontolato:"Oh, povero me! Oh, povero me! Ho fatto tardi!". Curiosa come tutte le ragazzine della sua eta` e senza riflettere su quanto poteva succederle, Alice salto` su in piedi e via, dietro al Coniglio che aveva gia` attraversato il campo vicino ed era poi sparito dietro la siepe, in un grande buco....
Maglietta nera

E per finire in bellezza un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica con la M maiuscola....Jimmy Villotti LIVE che credo non abbia bisogno di alcuna presentazione....
un ringraziamento particolare al nostro grande Cezza e alla Cooperativa Sociale Averla e un augurio a questa appena nata collaborazione che ci permette queste stupende serate...
A Kunya Kumari andiamo con una barca al santuario di Vivenakanda (un isolotto a circa 200 metri di distanza) ma il viaggio in mezzo ad una clamorosa folla di indiani con le onde che bagnano tutti si rivela un'esperienza imperdbile. E come dimenticare il tempio di Suchindaram, se in molti templi il Sancta Santorum e' inaccessibile ai non-induisti, qui tutti possono entrare, anche i turisti, purche' a torso nudo come i fedeli ... vi lascio immaginare lo spettacolo!! I nomi dei luoghi sono spesso per noi degli scioglilingua, come il palazzo di Padmabachapuram, splendidamente costruito tutto in tek. Siamo in Kerala dove spicca la lavorazone del legno (invece Madras e Kanchipuram sono famose in tutto il mondo per la seta) e tra i tanti oggetti visibili nei negozietti mi casca l'occho sui crocifissi ricordandomi che nel Kerala ci sono tantissime missioni cristiane, tra cui quella legata alla Parrocchia di San Giuseppe a Fidenza. Dopo una settimana di favolosi templi finalmente un po' di relax, siamo a Kovalam
, rinomata localita' balneare del Kerala, dove restiamo per un giorno camminando sulla spiaggia e osservando la vita dei pescatori locali che tirano su leti cantando affascinanti nenie. Non dimentico pero' di fare attenzione ai tanti tempietti indu in cui i fedeli lanciano in continuazione artigianali petardi dal botto fragoroso, inoltre e' finalmente arrivato il momento di andare all'ospedale localeper farmi togliere i 4 punti di sutura al pollice causa una brillante operazione di taglio di Parmigiano-Reggiano eseguita la sera prima di partire. Mi visitano con estrema gentilezza e professionalita', appurato la guarigione della ferita e la bonta' dell'antibiotico che sto prendendo mi staccano i punti e mi rifanno la medicazione, mi chiedono 100 Rupie ma ne lascio altre 100 in offerta. La zona e' famosa nel mondo per i centri di medicina ayurvedica e io non posso esimermi dal provare il famoso messaggio. Consiste in una spalmata abbondante di olio vegetale e medicinale su tutto il corpo, quindi parte dalla testa o meglio dal cuioi cappelluto per finire alle dita dei piedi senza dimenticare un singolo centimetro di corpo. Si finisce decisamente rilassati ma unti come non mai, infatti dopo c'e' la doccia: a disposizione una bacinella d'acqua calda in cui sono state versate polveri medicinali, praticamente mi sono rimesso a nuovo anche se il trattamento completo consisterebbe in una/due settimane. Riguardo allo tsunami, fin ad ora gli nici effetti visibili sono state le barche nuove donate mentre pare che nelle zone che visitero' nei prossimi giorni ci siano stati i danni maggiori ma sia il governo indiano che tutta la popolazione hanno risposto con una grande prova di solidarieta' contribuendo alla completa ricostruzione di tutto cio' che e' andato perso o ditrutto, si parla di almeno mille case ... questa e' l'India che sogna ancora di avere un Primo Ministro italiano, l'amatissima Sonia Gandhi. A proposito molto interessante il museo del Mahatma Gandhi in Madurai (comunque non ha niente a che fare con Sonia). Io avevo bisogno di questo viaggio come del pane e malgrado la miseria (molto minore rispetto al passato) continui a ferirmi il cuore, la dignita' e la socievolezza di questo vario popolo altro non fanno che stamparmi un sorriso in viso ridendo delle miserie morali che sempre di piu' rappresentano i rapporti umani nel nostro Occidente, anche se io ho la grossa fortuna di frequentare un luogo onesto e sano come il Joe's, con tutto il mondo dolidale che gli ruota attorno ... e non sto scherzando. Kovalam come Goa e' stata per anni sede di comunita' hipy, ora ormai scomparse salvo affascinanti personaggi di una certa eta' che si sono ambientati e ricostruiti qui una nuova vita.
Durante il viaggio non va dimenticata la sosta ad Auroville, , una specie di citt' ideale con tanto di Grande Madre e un giardino di meditazione con al centro una grande palla dorata, il MatirMandir che con la sua utopia richiamo' tanti occidentali dal '68 (ovvio anno di fondazione) ad oggi ... se non l'avessi vista avrei creduto che esistesse solo nei film. Ogni tanto in contriamo anche occidentali che vanno a trascorrere alcuni mesi a Puttaparty, l'ashram del fanmoso Sai Baba. Tutta la zona e' stata in passato interessata da dominazione francesi e soprattutto inglesi, nonche' da enclavi portoghesi e olandesi....
La decrescita è innanzitutto uno slogan. Uno slogan per indicare la necessità e l'urgenza di una inversione di tendenza rispetto al modello dominante dello sviluppo e della crescita illimitati. Una inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l'attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto ed incompatibile con il mantenimento della pace. Esso inoltre porta con sé, anche all'interno dei paesi ricchi, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze e dell'insicurezza. La decrescita non è una ricetta ma semmai un segno, un cartello stradale che indica un nuovo percorso. Un percorso che ci conduce verso un nuovo immaginario, un nuovo orizzonte. E' l'orizzonte di un'altra economia: pacifica, sostenibile e conviviale, in altre parole felice.
29/12 Da due giorni i miei mi telefonano verso sera ed io rispondo loro che sono fuori a cena. Sembra che questa sia stata proclamata la settimana di vita sociale. Stasera siamo a cena dal console, amico di vecchia data del GVC in Burundi. Ci accoglie nella sua splendida villa con piscina offrendoci un’ottima pizza cotta nel forno a legna e farcita di mozzarella appositamente fatta giungere dall’Italia. Concludiamo questo lauto banchetto con un vero gelato e, come avrei potuto rifiutare, un buon grappino.
30/12 Non sempre si respira un buon clima con i ragazzi della logistica, ed in effetti alcuni vengono spesso ripresi per il modo in cui lavorano. Certo per creare un atmosfera distesa e conoscersi meglio cosa c’è di più adatto di una partita di calcio?! Con un’oretta di ritardo, che comincia a diventare tipica, andiamo tutti in spiaggia e finalmente liberi dai rapporti d’ufficio ci sfidiamo in squadre miste. Sarebbe bello organizzare qualche sfida, ma credo avremo bisogno tutti di più allenamento.
31/12 che figura ragazzi! Stamattina Angela, come ogni sabato, ha ricevuto in casa una sua amica massaggiatrice. Ho allora colto l’occasione per farmi passare i postumi della partita di calcio di ieri. Mentre mi sottoponevo anch’io ai massaggi Angela è uscita per andare al mercato. Dopo circa un’ora mi rialzo estremamente rilassato e sciolto, nello stesso istante entra in casa una delegazione della cooperazione belga che aveva appuntamento con Angela. Ovviamente mi rivesto, esco in salotto e li faccio accomodare. Nel frattempo esce dalla mia stanza la massaggiatrice, situazione già ambigua agli occhi dei miei ospiti. Non rendendomi conto della duplice lettura maliziosa che qualcuno potrebbe dare di questo momento, ho naturalmente pagato S. per la nostra ora di massaggi, aumentando senza dubbio l’imbarazzante interpretazione dei presenti. Chissà cosa avranno pensato!
Niente cenone di fine anno, ma ho passato un’ottima serata. Ho ricevuto da Francesca un braccialetto di pelo d’elefante (che senso, ma esteticamente gradevole). Siamo passati da Antonio per fare gli auguri di buon anno alla sua nuova gentilissima e variopinta famiglia e poi alla festa di MSF. Sono stato felice di ricevere una telefonata dal Morbi che credevo perso in un angolo d’Australia: di certo lui che ha sempre amato i climi caldi stasera invidierà questa temperatura da ferragosto. La festa comincia verso le 21.30 e molti se ne vanno prima della mezzanotte. Infatti a quell’ora scatta il coprifuoco e non è il caso di cominciare il nuovo anno dentro una prigione. Inoltre in mancanza di fuochi d’artificio non si esita a sparare qualche colpo di fucile e non mi sembra il caso di trovarmi in strada in quel momento. Cosi decido di passare la notte sul divano nella veranda. Gli invitati sono quasi tutti espatriati di Ong europee o americane. Si parla un po’ di lavoro per rompere il ghiaccio. Conoscevo solo alcune persone ma non è stato difficile scambiare due chiacchiere con C., olandese che lavora in un ospedale all’interno del paese, J., dalle isole Canarie che ha lavorato con Emergency, S., italiana che lavora per l’Onu e mi confida che ritornerà dopo la mezzanotte, tanto ha la macchina blindata, T., e alcuni altri il cui nome si è confuso con un bicchiere di vino. E poi abbiamo ballato, per fortuna con una piccola parentesi rock. Buon Anno!
Eccoci qua, di nuovo in India ... questa volta la mia meta e' il sud, una zona che assolutamente non conosco e che sicuramente come ogni viaggio in India riservera' sorprese, meraviglie e contraddizioni. Prima tappa e' Mamalipuram (conosciuta anche come Mahabalipuram, tutte le citta' indiane hanno almeno due nomi), una piccola cittadina sul mare. Arriviamo il giorno della Festa
dell'Indipendenza e ci troviamo subito immersi, senza preamboli, in una chiassosa folla indiana. Questo paese e' uno di quelli colpiti dal terribile tsunami, per fortuna qui hanno avuto soltanto 4 morti ma hanno perso tutte le tradizionali imbarcazioni dei pescatori, delle piccole chiatte in legno massiccio ora sostituite da moderne barche in plastica donate dal Governmo indiano, dalla Croce Rossa e anche da industrie come la Puma. Favolosi i templi sul mare malgrado l'erosione di sabbia e venti marini. A pochi chilometri Kanchipuram, una delle sette citta' sante dell'India con i templi circondati da enormi torrioni pieni di sculture e raffigurazioni di divinita', i gopuram caratteristici dei templi indu del Tamil Nadu.
Tra gli occidentali che si incontrano spiccano ricchi tedeschi di ritrono da alcuni mesi presso Sai Baba di cui parlano entusiasti davanti ai nostri sorrisi dubbiosi. Bellissima la visita all'impronunciabile villaggio di Tirakkulindram, dove all'interno del cortile del tempio assistiamo ad una animatissima discussione tra una cinquantina di indiani in pijama bianco, sono gli abitanti di un villaggio che hanno una questione importante da risolvere; invece di rivolgersi ad un tribunale il che costerebbe una cifra preferiscono riunirsi qui davanti ad un vecchi saggio e discutere animatamente della questione finche' dopo ore o anche intere giornate raccolgono i consigli e i pareri del vecchio illuminato e tutti sorridenti si stringono la mano e tornano insieme al loro villaggio: una situazione decisamente interessante e positiva. Concludiamo con la scalata di una collina dove sorge un tempio a Shiva famoso perche' ogni sera fortunata alle 18 in punto passano due aquile da secoli ... pare che nelle utlime settimane siano a riposo!! Un tempio semplice ma affascinante con tanti loculi in cui i sacerdoti professano riti a Shiva con richieste di figli o di matrimoni felici in cambio di donazioni, spesso sotto forma di fiori o cibo. Concludo la mia seconda giornata indiana passeggiando lungo il mare in attesa di tornarci all'alba per assistere alla partenza dei pescatori che piano piano si stanno riprendendo dal trauma del 26 dicembre 2004.Pagina libera dell'arci Joes di Fidenza Qui si parla di quello che succede dentro e intorno al Joe's.
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