
l'altro ieri sono morti quattro miei amici...sono stati uccisi senza pietà e senza che nessuno dicesse niente
poco importa che non avessero un nome...poco importa che non fossero umani ma alberi...quattro gelsi secolari di via Caduti di Cefalonia
vi voglio raccontare la loro storia. nella vita contadina i gelsi venivano piantati per delimitare i confini dei campi e perchè i loro rami flessibili venivano ciclicamente potati e usati per sostenere le viti. questo col tempo conferiva loro quel caratteristico aspetto gonfio a "testa di moro" che si vede ancora nei filari di Cabriolo...inoltre i gelsi in primavera producono un frutto molto dolce simile alle more...la foglia del gelso cambia forma durante l'anno ed è l'unico nutrimento del baco da seta anche questo usato nell'economia contadina dell'ottocento. Con gli anni settanta Fidenza comincia una nuova fase di espansione edilizia ed arriva a toccare spazi che fino a poco tempo prima erano aperta campagna...i gelsi hanno ormai un secolo e non vengono abbattuti anzi con la loro bellissima forma diventano parte del panorama quotidiano di un'intera comunità...certo qualcuno si lamenta delle foglie per terra...ma sono soprattutto i bambini a riscoprirli e a trasformarli in vere proprie capanne. Con il tempo diventano giganteschi e rappresentano un vero e proprio esempio del passato contadino che viene integrato nella città. Poi un pomeriggio arrivano dei "bravi" del comune e tagliano di netto quattro alberi su sei...rimane il grandissimo ceppo...la memoria deglia alberi non c'è più

non faccio il finto ambientalista sentimentale. Per me quegli alberi erano davvero un pezzo di memoria personale e collettivali hanno tagliati brutalmente senza un motivo plausibile se non quello che erano scomodi perchè ostruivano il passaggio e sporcavano con le foglie...ora al loro posto c'è un vuoto...un vuoto molto funzionale ma di una tristezza disarmante...l'effetto che questo vuoto ha su chi è cresciuto all'ombra di quegli alberi meravigliosi è davvero difficile da descrivere a parole.